La campagna

Rotary ha ritenuto importante promuovere una campagna di informazione in grado di contribuire allo sviluppo della conoscenza della patologia, dei suoi sintomi, di cosa fare, di come prevenirlo

 

Lo scopo della campagna

Nella consapevolezza etica che l’assistenza in fase acuta (e non solo) a questa patologia divenga accessibile al maggior numero di persone colpite, il Rotary promuove una campagna di informazione in grado di contribuire allo sviluppo della conoscenza della patologia, dei suoi sintomi, di cosa fare, di come prevenirlo al fine di far conoscere alla popolazione della Regione Lombardia i sintomi (riduzione del “ritardo evitabile”), le cause, i fattori di rischio, le conseguenze, le terapie dell’ictus in fase sia acuta che post-acuta (“prevenzione e trattamento delle disabilità”). 

L’efficacia di questa campagna di sensibilizzazione sarà valutata raccogliendo i dati relativi a:

  • N° pazienti giunti al PS attraverso il 112/118
  • N° delle trombolisi effettuate, 
  • Variazioni degli indici di mortalità e disabilità residua a 6 e 12 mesi.

Verranno utilizzati i dati del Registro Ictus Lombardia che riguardano le 42 Stroke Unit attualmente censite in Lombardia


Epidemiologia dell’ictus

In Italia l’ictus è
 
  • prima causa d’invalidità permanente, 
  • seconda causa di demenza,
  • terza causa di morte dopo infarto e tumore.

Ogni anno in Italia ci sono circa 200.000 ricoveri per ictus e oltre 950mila persone colpite, di cui 300mila con una disabilità residua che ne riduce l’autonomia. A questi si aggiungono circa 130mila nuovi casi ogni anno che sono destinati ad aumentare nei prossimi a causa dell’invecchiamento della popolazione.


L’ictus si può curare ma c'è poco tempo

E' indispensabile che la persona colpita da ictus raggiunga il più velocemente possibile un ospedale adeguatamente attrezzato per curare l’ictus.
Il gold standard delle cure è rappresentato da:

  • terapia trombolitica per via endovenosa oppure interventi di rivascolarizzazione per via endovascolare, da effettuare la prima entro 4,5 ore dall’esordio dei sintomi e la seconda entro 6 ore, per riaprire il vaso occluso
  • ricovero in Stroke Unit, nella quale un approccio multidisciplinare (medico, infermieristico e riabilitativo) permette un risparmio assoluto, in termini di mortalità e disabilità, rispetto alle cure tradizionali, di circa il 9%

Le campagne di informazione sull’ictus

Le campagne di informazione sull'ictus servono per insegnare quando, come e cosa fare quando si è colpiti o si è testimoni di un ictus. Una ridotta consapevolezza delle cause dell’ictus è responsabile del cosiddetto “ritardo evitabile”, cioè della non tempestiva chiamata dei mezzi di soccorso (118/112) e quindi della impossibilità di esecuzione dei trattamenti farmacologici in grado di ridurre in modo significativo mortalità e disabilità.
Per ridurre i tempi è necessario creare una adeguata consapevolezza dei sintomi, dei fattori di rischio, della malattia e delle sue conseguenze nella popolazione generale.

L’ictus si può anche prevenire

L’ictus si può anche prevenire con gli stili di vita più adeguati e con le terapie di prevenzione farmacologica e non, da adottare caso per caso.
Tra i fattori di rischio trattabili è soprattutto rilevante la fibrillazione atriale, per la quale nuovi strumenti terapeutici come gli anticoagulanti orali di nuova generazione fanno sperare in una significativa riduzione di incidenza e prevalenza dell’ictus legato al cardioembolismo.
Le campagne di informazione servono anche per stimolare l’adozione di stili di vita più sani e ridurre il numero i soggetti colpiti da ictus.

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